Il contratto preliminare deve obbligatoriamente essere registrato entro 20 giorni dalla sua conclusione presso l’Agenzia delle Entrate.
Si paga l’imposta di registro in misura fissa di euro 200 e l’imposta di bollo (16 euro ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe).
Se viene pagata una somma a titolo di caparra confirmatoria, si versa lo 0,50% e, su eventuali acconti previsti, il 3%.
In questi due casi, l’imposta pagata sarà poi detratta da quella prevista per il contratto definitivo in sede di rogito notarile.
La trascrizione del contratto preliminare è obbligatoriamente prevista solo per i contratti preliminari redatti per atto pubblico o per scrittura privata autenticata.
A tale adempimento provvede il Notaio incaricato della stipula.
In tal modo, eventuali vendite dello stesso immobile o la costituzione di altri diritti a favore di terze persone, non pregiudicheranno i diritti del compratore.
Perché si verifichi tale effetto “prenotativo” è necessario che il contratto definitivo sia trascritto entro un anno dalla data convenuta dalle parti per la conclusione del atto definitivo e, comunque, entro tre anni dalla trascrizione del preliminare.

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